Nov200913
siro
Maceta News
Ultime dal Pianeta Terra
496 visite
IL PAESE DI SOSSOPRA
«La zia Greta è andata a Creta. Almeno creto».
Proverbio ticinese
Proverbio ticineseErminia La Troppa pesava 100 kg al sole e 120 all’ombra, perché durante il tragitto che impiegava per spostarsi dal sole all’ombra divorava l’equivalente di uno stand gastronomico della Festa de l’Unità. Anche per questo in molti la chiamavano Erminia La Trippa. Viveva nel paese di Sossopra, celebre perchè quel che ieri era sotto oggi è sopra. Infatti, la ridente Sossopra di Sopra domani si chiamerà Sossopra di Sotto e forse per questo non sarà più ridente. A Sossopra di Sotto viveva Ludovico Esagerato, che non è un soprannome, anche se Ludovico le sparava così grosse che mai cognome fu così azzeccato. Ludovico aveva un cane, ma non lo lavava mai e la sua pelliccia era infestata da animaletti fastidiosi: mai cane fu così… azzeccato. La passione più grande di Ludovico era la filatelia e una volta fu ricoverato d’urgenza in ospedale per abrasioni alla lingua, visto che si ostinava ad attaccare francobolli sulla posta elettronica. Erminia La Troppa, invece, lavorava in una fabbrica di vibratori (sosteneva che fosse un lavoro stimolante…) e adorava i film giapponesi, quelli in bianco e giallo. Si conobbero per le scale: lei scendeva, lui saliva. Il loro fu un rapporto fatto di alti e bassi. Subito lui la invitò ad una gara di golf.
«Non accettare», la scoraggiarono le amiche, «sono da evitare le proposte dei giocatori di golf perché poi te la danno buca.»
Lei, invece, accettò. Così uscirono per la prima volta. Lui non sapeva se presentarsi con rose rosse o gialle: questione spinosa. Scelse le rose rosse. Era proprio il giorno del patrono dei giocatori di golf: San Buca. Dopo la partita rimasero coricati sull’erba ammirando lo spettacolo della natura. Quel giorno il tramonto durò sino all’alba. Le api volavano di fiore in fiore, qualcuna ad impollinare, qualcun’altra semplicemente ad annusarne il profumo.
«Ti svelo un segreto», Ludovico sussurrò ad Erminia. «Quale?», Erminia rispose a Ludovico. «Se c’è una cosa che una coppia d’api appena sposate non farà mai è la luna di miele», disse lui. Lei era al settimo cielo, anche perché gli altri sei erano già occupati. Quindi fecero l’amore. Era la prima volta per lei. Per lui no; lo aveva già fatto anche se era passato molto tempo, non ricordava quando e dove, anzi si: sul dorso di un dinosauro. Fecero sesso sicuro, con il profilattico; Ludovico ne aveva di tutti i tipi: alla liquirizia, alla menta e alla fragola, poi dicono che molte ragazze rimangono in dolce attesa... Alla fine, stesi sul prato, sazi d’amore ed ebbri di felicità, Ludovico la fissò negli occhi sospirando: “Chissà se il polipo innamorato alla sua amata chiede la mano...”
«Ho fame», rispose lei, «ho voglia di cucina orientale.» Non sapevano dove andare, eppure è facile trovare il numero telefonico del ristorante cinese, basta consultare le Pagine Gialle. Infatti, scoprirono che ce n’era uno ad Attimo.
Attimo era una frazione di Secondo. Il locale sorgeva accanto allo Strappo alla Regola, in Via del Tutto Eccezionale. Pranzarono all’aperto così non pagarono il coperto. In quel ristorante tutto era insipido, di salato solo il conto.
Ad Attimo vivevano anche due amici di Ludovico: Sandro Pausa e Giuliano La Prostata, signori attempati non più di sana e robusta costituzione. Quando li rivide erano intenti a leggere un quotidiano che riportava notizie preoccupanti, tipo: “Con l’aumento dei buchi neri nello spazio si è scoperto che la Via Lattea è parzialmente scremata.” Sommario: “Per studiare il problema da Cape Canaveral è partito un missile che è entrato nella costellazione della Vergine, la quale, d’ora in poi non sarà più tale”. Oppure: “Problemi d’inquinamento anche nelle città arabe. Nei fine settimana i tappeti volanti viaggeranno a targhe alterne.” Ciò che più scosse i due amici fu la seguente notizia: “Continuano le ricerche di Cenerentola dopo la festa a palazzo reale. Il principe e le forze dell’ordine nutrono buone speranze, ma intanto Cenerentola è ancora a piede libero.”
Ci mise parecchio Ludovico a tranquillizzare i vecchi amici. Per calmarli dovette presentargli la dolce Erminia. Dopotutto erano brave persone. Sandro Pausa ha passato tutta la vita come operaio alla Barilla ed effettivamente era una pasta d’uomo, anche se è stato segnato dal suo rapporto con le donne. La moglie era cintura nera di karate, l’amante cintura marrone, la figlia cintura blu: quando le prendeva ne vedeva di tutti i colori. Giuliano, invece, era stato un ottimo fotografo però con qualche problema psichico: quando andava in depressione stampava solo i negativi. Insomma, gli occorreva una bella iniezione di fiducia, ma purtroppo aveva paura dell’ago. La sua, di moglie, la conobbe dall’ortolano e bisogna dire che non fu particolarmente sensibile nell’approccio: «Ma che bel naso a patata, che bel pel di carota e che due belle zucche! Mi sposi?» «Col cavolo!», rispose lei. Alla fine, però, si maritarono. Le nozze furono celebrate da un prete di dubbia moralità: Dongiovanni.
Anche Erminia e Ludovico si sono sposati e forse fu proprio quella gita ad Attimo che li convinse. Ora vivono felicemente ed hanno cambiato lavoro: lei cura i fachiri con l’agopuntura, lui è rappresentante dell’Euchessina e sta facendo un bel popò di guadagni.
| < Prec. | Succ. > |
|---|





