I Maceta.com: Il sito ufficiale
ODE AI CONVOCATI
Il successo sarà buoncon le parate di Buffon
e il fato ci farà un sorriso
se avremo De Sanctis in paradiso
o rincalzi perfetti
come Sirigu e Marchetti.
Difesa di cuore e coraggio,
Chiellini, Cassani e Maggio,
mentre sulla fascia galoppa e trotta
il solito Zambrotta.
Agli avversari non dan bacetti
né Criscito né Bocchetti
né con lor saram Bonucci.
Così che il mondiale non sia amaro
e la coppa rimanga in mano a Cannavaro
Centrocampo a rombo:
Pirlo, Pepe e Palombo
rodato anni, giorni, mesi
col genio di Camoranesi.
Lo stile elegante e giulivo
di Marchisio e Montolivo.
Gli avversari tutti fuori uso
con la grinta di Cossu e il ringhio di Gattuso.
Viva l’Italia di De Rossi
(anche se non la tifa Bossi).
Sai come sarebbe bello
vedere segnar Borriello…
anche Belen, che porta una quinta,
fa il tifo per lui e per Iaquinta.
Cari avversari, non abbiatene a male
ma non sempre è Di Natale
e se il buongiorno si vede dal mattino
speriam che il primo gol sia di Gilardino.
Poi, così, en passant, alla chetichella
che gonfino la rete Pazzini e Quagliarella,
magari su passaggio di Giuseppe Rossi:
e di nuovo tutti in piazza, anche Bossi.
BATTUTONA
Roma bloccata dalla neve. L’unica strada a non essere ghiacciata è… la Salaria.
Hunziker, Elkann, Ferrari, Berlusconi, divorzi, Margherita, ministro inglese, neve a Roma.
Crisi fra la Hunziker e il figlio di Trussardi: il rapporto è appeso a un filo.
Terzo figlio per John Elkann: dopo Leone e Oceano è nato Fiom. Marchionne sarà il padrino al battesimo.
Il tesoriere della Margherita rischia di finire in galera per quattro stagioni. Spera che i giudici non siano capricciosi. Uffa, che pizza sta storia…!
A causa della neve, salta la presentazione della nuova Ferrari. Invece che la Rossa sembrava la Bianca; il nuovo simbolo è il camoscio rampante.
Berlusconi al Financial Times: “Non mi ricandido a Palazzo Chigi, punto a San Pietro”.
Secondo un’inchiesta, a Gennaio solitamente aumentano i divorzi: basta vedere Pdl e Lega…
Il tesoriere della Margherita si è messo in tasca 13 milioni. Poi, indeciso, ha sfogliato le mazzette: “Rubo… non rubo…”
Si è dimesso il ministro inglese che ha preso una multa in auto. Per chi guida un governo il rischio è che gli tolgano punti… dai sondaggi.
Polemiche sulla neve a Roma. Alemanno le ha spalate grosse.
I MILLE AL GIRO D'ITALIA: Garibaldi maglia rossa.
La Spedizione dei Mille prese il via il 4 maggio 1860 con la crono-prologo da Quarto a Marsala. Subito si misero in mostra i favoriti della vigilia: Binda, Guerra, Girardengo, Bixio, Mameli e i Fratelli Bandiera, sostenuti dal tifo scatenato delle sorelle, le Sorelle Bandiera. La prima fuga si registrò nei pressi di Talamone; scattarono in 64, tra cui Rosolino Pilo, Francesco Crispi, Benedetto Cairoli, poi ripresi dal gruppone a 5 km dal traguardo. Il giorno seguente Cairoli disse a Crispi: “Sai, ieri sera ho conosciuto tua sorella Agata, Agata Crispi, alta 1 m e 50 cm; ti avverto che anche oggi voglio farmi… la tappa”. Così prese il via la Marsala-Salemi, tratto siciliano scandito dall’entusiasmo dei tifosi insorti ai lati della strada: bandierine, cori, striscioni e scritte sull’asfalto tipo “Qui si vince il Giro d’Italia o si muore!” La tappa successiva, da Salemi-Calatafimi, terminò allo sprint con la vittoria del gregario Pisacane che indossò la maglia rossa di leader della classifica provvisoria. Dopo la Milazzo-Messina, frazione riservata ai passisti, grande attesa ci fu per la Melito Porto Salvo-Reggio Calabria, con gran premio della montagna sull’Aspromonte. Gruppo compatto fino in cima, animato da Coppi, Bartali, D’Azeglio, Merkx e Garibaldi detto l’Eroe dei due Gimondi; dopo lo scollinamento fuga di Cavour che alla fine ebbe la meglio su Mazzini, leader del team “Giovine Italia”. La svolta decisiva avvenne con la crono-scalata Reggio-Napoli, detta il ‘Tappone del Volturno’. Ordine di arrivo: De Vlaeminck Saronni, Pellico, Moser, Bitossi, Cattaneo, Hinault, Armstrong (il trombettista che lanciava il gruppo alla carica). Dopo l’ultima tappa, con arrivo Teano, questa la classifica finale del Giro 1860: Giuseppe Garibaldi primo, Francesco II, Napoleone III e giù giù fino a Pio IX. Prima della premiazione il re prese in disparte Garibaldi e lo sottopose ad antidoping, scoprendo che effettivamente il Generale si era fatto l’Anita, aveva preso l’eroina. Così lo squalificò e lo cacciò a Caprera. Garibaldi, deluso, commentò: “Obbedisco”.
Camusso, Fornero, art.18, Monti, posto fisso, Bologna, viagra rosa.
Tra la Camusso e la Fornero divergenze sull’articolo 18: per una è determinativo, per l’altra indeterminativo.
Per Monti il posto fisso è monotono. Tempo qualche settimana e anche lui non soffrirà di monotonia.
Secondo uno studio, in Italia ci sono 5 milioni di obesi, nonostante le cure dimagranti del governo Monti.
A Bologna il viagra rosa non funziona; forse perché fa sentire gli uomini delle femminucce.





