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OBAMA OBAMA OBAMA, SAI PERCHÈ MI BATTE EL CORASON?

(in occasione dell’elezione di Barak Obama alla presidenza Usa, novembre 2008)

Bob Kennedy lo aveva previsto quarant'anni fa: “Fra quarant'anni – disse- in America ci sarà un presidente di colore e in Italia un presidente che ne dirà di tutti i colori”. Ci ha beccato in pieno. Dopo un quarto d'ora dall'elezione di Obama, Berlusconi ha dichiarato: “È in gamba, è mio amico, è bello, abbronzato, abbiamo tante cose in comune e poi si assomiglia a Serginho, che ho comprato in tempi non sospetti. Avete visto come sono avanti?” Saputo che Berlusconi lo ritiene giovane e bello, Obama ha tirato un sospiro di sollievo perchè in California hanno abolito i matrimoni gay. Il Berlusca, dal canto suo, è stato immediatamente contagiato dall'effetto Obama; ha già acquistato uno stock di lampade, anche se secondo lui, Barak è abbronzato perchè cresciuto alle Hawai.

Più freddina la reazione degli alleati del Cavaliere. Se per Alessandra Mussolini il “nero” Obama gli ricorda tanto le camicie griffate dal nonno, la Lega ancora non si capacita. Di ritorno dai raduni neonazisti tedeschi, Borghezio ha stupito la stampa affermando che “Obama sarà ricevuto dal governo italiano... una volta sbarcato a Lampedusa”. Fortunatamente il mondo dell'imprenditoria italiana ha reagito positivamente in blocco alla storica elezione d'oltre oceano. Sagace la metafora sportiva di Lapo Elkann: “Vittoria di Obama-Biden in Usa. Vittoria di Del Piero e Sissoko in Spagna. Il mondo è sempre più bianconero”.

Intanto in America i festeggiamenti sembrano non esaurirsi mai; mentre Bill Clinton non vuole smetterla di fare il trenino con le stagiste dello staff elettorale, in un momento di relax, Obama è stato sorpreso a fumare di nascosto; lo ha rivelato una soffiata della Cia. Il mondo vuole ora sapere come si comporterà il neo-presidente in politica estera: “Sulla guerra in Irak ho le idee chiare”, ha subito precisato, “del resto, se non me ne intendo io che mi chiamo Barack Hussein Obama...