Libri

Collaborazioni

radio

I Maceta fanno parte del gruppo di autori del programma BUONENUOVE, condotto da Savi & Montieri e in onda dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 9, su Radio Italia

Siti Amici

i Maceta collaborano ai testi
del blog del "maestro"

ENRICO MONTESANO
www.montesanoblog.it


Utenti online

 4 visitatori online
IL CODICE MOURINHO

L’allenatore dell’Inter Josè Mourinho è un vincente, grazie al rigoroso rispetto di alcune regole. Ecco i 10 comandamenti del codice Mourinho, detto anche “Codice che Vinci”.

1. DETERMINAZIONE: La concentrazione è fondamentale, per cui i giocatori seguono sedute specifiche condotte da Giucas Casella. È lo stesso tecnico portoghese a concluderle imponendo a tutti di ripetere il mantra: “Solo quando lo dirò io”. Inoltre, i giocatori devono dare il Massimo, allenandosi 24 ore al giorno: in campo, sotto la doccia, in conferenza stampa e di sera. Adriano lo ha preso in parola, dimostrando, per ora, grande abnegazione solo di notte, specialmente all’Hollywood.>

2. INFORMAZIONE: Il mister vuole sapere vita, morte e miracoli di giocatori, tecnici, procuratori, mogli e amanti. Da sempre, prima come traduttore di Bobby Robson ora come ventriloquo di Ibrahimovic, è solito compilare dossier e book zeppi di dati e date, recita a memoria gli album Panini dal 1975 ad oggi e ad Appiano Gentile ha fatto erigere una biblioteca con annessa cappella dove celebrare riti beneauguranti. I giocatori vi entrano e si fanno il segno della Cruz (sia i destri che i Mancini); il giovane Santon è sempre nel primo banco, anche lui devoto a S. Siro. La funzione non si svolge tutti i giorni, Maxwell due volte la settimana, spesso prima di Pasqua, in Quaresma.>

3. RAPPORTO DIRETTO CON I MEDIA: Per Mourinho i “rapporti” dovrebbero essere esclusivamente contro natura (e lui non fa il passivo), sferrando “diretti” ai giornalisti in “media” una volta al giorno. Mou ha sorriso di fronte a una tv solo in occasione dell’emiparesi facciale che l’ha colpito quando ha visto Ibrahimovic nella pubblicità del digitale terrestre ‘Premium’, con Uma Thurman e il Doctor House, gli ultimi due acquisti nel mercato di gennaio, scambiati con Burdisso, rispetto al quale la Thurman marca meglio a uomo e Dr. House è più veloce anche se zoppo. >

4. DISCIPLINA FERREA: La discplina di gruppo è talmente ferrea che lo Special One in persona ha ottenuto il licenziamento di Beppe Baresi per far posto ai fratelli Ferri. In ritiro si ascolta solo musica di Tiziano Ferro, in tv si guardano i Gp della Ferrari, a teatro Turi Ferro e, dopo i pasti, al posto del caffè la ferrochina. In allenamento via il torello, meglio braccio di ferro; chi si rifiuta viene messo ai ferri.>

5. PUNTUALITÀ: Chi arriva tardi agli allenamenti il giorno dopo deve portare la giustificazione firmata dal genitore (o da chi ne fa le veci). L’obbligo è stato esteso anche ai famigliari; la settimana scorsa la moglie di un giocatore ha avuto un ritardo e Mourinho ha preteso l’esame dell’urina (e di chi ne ha fatto le feci).>

6. PARLARE CHIARO: Mourinho pretende chiarezza, perciò si avvale della consulenza dei massimi esperti di comprensione linguistica: Aldo Biscardi, Luca Giurato e Luca Laurenti. Il tecnico vuole che ogni giocatore conosca alla perfezione i suoi intendimenti tecnico-tattici, per questo glielo ricorda in ogni momento della giornata: si fa trovare puntualmente nell’armadio della camera da letto di Figo, si è mimetizzato fra i tatuaggi della chiappa destra di Materazzi e fa il dj nelle discoteche frequentate da Adriano.>

7. PREPARAZIONE METICOLOSA: Il tecnico compila maniacalmente schede sugli avversari, consulta verbali di polizia, casellario giudiziale, tarocchi e il pendolino di Maurizio Mosca, poi ne discute con il suo gruppo di lavoro composto da Bellugi, Suarez e Bepìn Brambilla, abbonato al “Meazza” da 60 anni, noto anche come “Il Signore del Terzo Anello”.>

8. TECNOCLOGIA: Mourinho è stato il primo a portare la tecnologia in panchina, dove sono stati installati il notes blu ad alta definizione, i pannelli al plasma, il tablet-computer e il satellitare per seguire gli spostamenti di capitan Zanetti, più volte beccato, ben oltre il 90°, di corsa lungo i Navigli. La panchina è full optional: sedili recrinabili in pelle, aria condizionata, arbitri condizionati, arbitro di scorta (o quarto uomo), guardialinee elettrici, cambi automatici con tabellone luminoso a cristalli liquidi, nebbia metallizzata e air bag che si attivano nell’eventualità di esultanze eccessive.>

9. STRATEGIE DI GIOCO: Lo schema preferito da Mou è il 4-3-3, ma con tutti gli informatori e le spie che, grazie al suo lauto stipendio, ha posto al seguito delle altre squadre, da poco è passato al modulo 0-0-7, con “licenza di uccidere” ma soprattutto “una cascata di diamanti”. Il portoghese non disdegna nemmeno il 3-4-9 (le prime tre cifre di cellulare del suo fiscalista) così come il 90-60-90, schema che gli ricorda tanto Ilaria d’Amico.>

10. L’ARCHIVIO: In 18 anni di attività, il professore di Setubal ha raccolto montagne di informazioni sul calcio mondiale. Nel suo studio lavorano a tempo pieno due frati copisti amanuensi dell’ordine dei “Pellegrini pentiti”: Sandro Mazzola ed Evaristo Beccalossi, costretti a ripetere all’infinito la giaculatoria delle Tre Verità Rivelate: “Il primo l’abbiamo vinto in segreteria, il secondo perchè non c’era nessuno, il terzo all’ultima giornata”. Ad ogni sconfitta i due si autoinfliggono torture inenarrabili, come il cilicio e la visione della partita Lazio-Inter del 5 maggio 2002. >