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I Maceta fanno parte del gruppo di autori del programma BUONENUOVE, condotto da Savi & Montieri e in onda dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 9, su Radio Italia
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ENRICO MONTESANO
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4 visitatori online| IL MONDO DELLE FAVOLE |
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“Smettila di sognare, fannullone! Ormai sei un uomo, cercati un lavoro! Non vivi più nel mondo delle favole!” La voce acuta mi trafigge la testa come uno spillo. Giorno dopo giorno mamma è sempre più insopportabile. Effettivamente sta per compiere quarant’anni, ma è proprio il caso di fare questa scenata?> “…non vivi più nel mondo delle favole!” Vabbè, volevo sintonizzarmi su Disney Channel, sarà il caso di pensare al futuro. Poso il lecca lecca e mi cerco un’occupazione. Almeno la smetterò di sopportare le grida della mamma… “…non vivi più nel mondo delle favole!”. Il primo impiego me lo propone l’agenzia interinale: l’unico disponibile è quello di manovale. Il cantiere è un po’ strano, ma per cominciare bene occorre adattarsi. Dobbiamo costruire tre case differenti: una di paglia, una di legno e una di mattoni. D’un tratto scorgo i committenti a stento trattenere le risate: sono tre buffi porcellini! Il lavoro è breve, gli edifici piccoli. Ho poi saputo che due su tre sono stati abbattuti dal soffio di un lupo cattivo. L’importante era portare a casa la prima paga e non sentirsi più rimproverare dalla mamma… “…non vivi più nel mondo delle favole!” Il secondo lavoro me lo offre una farmacia artigiana, dove si confezionano infusi, decotti e composti elaborati. Per mesi una splendida ragazza ordina una tisana contro l’insonnia: “Forte forte…”, mi dice, “…per un sonno profondo”. Non mi pare di avere esagerato con le dosi, fatto sta che il ritrovamento di quella bella addormentata in un bosco mi è costato il posto. Comunque le porte del mondo del lavoro mi si sono dischiuse e da tempo non sento più quel maledetto rimprovero materno… “…non vivi più nel mondo delle favole!” Depresso per la perdita dell’impiego non ciuccio più il biberon, comincio a frequentare pubs, bettole e taverne da diporto, dove ho fatto la conoscenza di simpatiche donnine discinte e molto truccate. La cosa si ripete ogni sera. È un vizio che non riesco a togliermi: per addormentarmi ho ancora bisogno della ninna nanna. Nella locanda vicino alla miniera ho stretto ami cizia con sette nani, i quali mi hanno assunto come cercatore di diamanti. Da qualche tempo non li vedo. Dicono che la loro tata, o sorella, o badante, ha seri problemi di salute. A sentire i compagni di lavoro, pare che siano in continuo contatto con il Telefono del Principe Azzurro. Nel frattempo me ne sono andato; non riesco a sopportare l’umidità dei cunicoli sotterranei. Il lavoro con i diamanti mi ha fruttato parecchi soldi. Ormai sono lontani i giorni in cui mamma sbraitava… “…non vivi più nel mondo delle favole!” Impiego dopo impiego eccomi in una ditta di catering, esperta nell’allestimento di feste e banchetti in ambienti nobili ed eleganti. Siamo stati anche in un castello, alla corte di un re! Non scorderò mai il mega-party a cui era invitata la crème della città. Purtroppo la serata è stata rovinata, verso mezzanotte, dall’inspiegabile fuga di una giovane affascinante ed elegante che, nella fretta, ha lasciato sul pavimento una scarpa di vetro. Strano come ricevimento; nel bagno ho sorpreso un’ubriaca con la corona in testa che biascicava strane domande, tipo: “Specchio delle mie brame…”, poi “…reame…”. Mah, valli a capire sti ricchi. In ogni caso va alla grande! Solo di mance ho messo da parte abbastanza da acquistare il vestito da Zorro a carnevale. L’importante è non udire quella nenia fastidiosa di mammà… “…non vivi più nel mondo delle favole!” La sua insistenza ogni giorno è sempre più insopportabile. Intendo risolvere la situazione una volta per tutte. Entro in casa le urlo in faccia tutto il mio disgusto. Lei con calma smette di pettinarsi i lunghi capelli turchini, appoggia la spazzola dorata, mi fissa dritto negli occhi, poi impugna l’inseparabile bacchetta ed esce, senza staccarmi gli occhi di dosso, con un sorriso dolce e luminoso. Dirigendosi verso la sua carrozza saluta e, con un impercettibile gesto, impartisce un ordine secco ai topolini bianchi, i quali trascinano via il calesse. Io ci rimango di legno, con un palmo di naso. Ma so che la mamma è strana, ha qualche grillo per la testa, e quei pochi che ha, parlano. Insomma, è FATA così… |


